Con un comunicato dell’Agenzia delle entrate di giovedi’ scorso, è stata concessa una piccolissima proroga fino al 9 febbraio 2016 per l’invio al Sistema Tessera Sanitaria dei dati relativi alle spese sanitarie e ai rimborsi effettuati nel 2015 per prestazioni non erogate, o parzialmente erogate. Questo, forse, è il periodo considerato “lieve ritardo non sanzionabile” dall’ultima legge di stabilità.
Un assurdo e complicato adempimento che ha dell’incredibile per come ideato: Dopo le modalità definite dal decreto 31 luglio 2015 del MEF si è scatenato di tutto, in primis la fatica di capire come funzionasse.
Questa bella pensata di delegare ai medici e alle strutture sanitarie la compilazione dei dati della dichiarazione dei propri clienti, relativamente alla parte degli oneri detraibili per spese mediche, ha causato non pochi problemi sia ai medici, sia ai loro commercialisti. Ne uscirà un bel pasticcio per tanti ovvi motivi. Un sistema farraginoso con sistemi che non funzionano e con tanti passaggi inutili e lunghi per i tempi stretti che hanno concesso per adempiere.
Il cane che si morde la coda, se non hai una cosa non ne puoi fare un’altra, un circolo vizioso dal quale è difficile e molto faticoso uscirne.
Possesso di tessera sanitaria, possesso di PEC, comunicazione della stessa al proprio Ordine, attesa dell’invio della PEC da parte dell’Ordine al sistema “inipec”, tutti passaggi che richiedono tempo….. e di tempo, da quando tutto funziona (ma quando?), non ce ne hanno dato. Alla fine il medico è costretto a lasciare i pazienti in sala d’attesa e a recarsi personalmente presso il proprio Ordine per ritirare le fatidiche “credenziali”. Quelle credenziali servono per delegare un Consulente il quale a sua volta deve procedere per altre lunghe tortuose vie per giungere poi, speriamo, all’invio dei dati sanitari, con mille palpitazioni.
Non è permesso ritardare o sbagliare perché piovono sanzioni pesanti.
Ma poi alla fine chi si fiderà di un 730 “precompilato” in fretta e furia?
Dietro ogni dichiarazione dei redditi ci vuole un cervello che ragioni, non una macchina impazzita che in fretta e furia si arrabatta riversando su altri incombenze non semplici da soddisfare.
Conclusione: sempre più oneri e sanzioni al cittadino, sempre meno lavoro per la Pubblica Amministrazione.
Relativamente al diniego al trattamento dei dati da parte del cittadino, così afferma l’Agenzia delle Entrate:
“Slitta al 9 marzo 2016 il termine entro il quale i contribuenti potranno comunicare all’Agenzia delle Entrate il proprio rifiuto all’utilizzo delle spese mediche sostenute nell’anno 2015 per l’elaborazione del 730 precompilato, non alterando il sistema di tutela della privacy approvato. Tale sistema prevede la possibilità per l’assistito di esercitare l’opposizione con le seguenti modalità: direttamente all’Agenzia fino al 31 gennaio 2016 e dal 10 febbraio al 9 marzo 2016 accedendo direttamente all’area autenticata del sito web del Sistema Tessera Sanitaria (www.sistemats.it).”
Mi posso immaginare il cittadino, che tra l’altro ne sia a conoscenza, che vuole esercitare il diniego, andare a fare la fila presso l’Agenzia delle Entrate, o ancor peggio, accedere all’area autenticata del sistema TS. Si dà dunque per scontato che tutti debbano essere attrezzati in tal senso, ma cosi’ non è!
Qualche testa che ragiona prima o poi lo capirà che tutto non si risolve con un “PIN” ?
E a noi, come sempre, non ci resta che subire, tra una scadenza e l’altra.
Rossella Quintavalle
Consulente del Lavoro in Roma




