"Avanti e Indrè che bel divertimento, avanti e Indrè avanti e Indrè la vita e' tutta qua!!"
In una vecchia canzone di Nilla Pizzi, si riassume un po' quello che oggi viviamo stando appresso a chi ci governa.
E dopo l'altalenarsi di date e percentuali attese per gli acconti di imposta e IMU, anche l'Inps ci ripensa.
Vi ricordate il messaggio INPS n. 14802 (già 14712) del 18/9/2013 dove l'Inps, "sbadatamente" aveva richiesto la contribuzione sui diritti d'autore?
Una scivolata dell'Istituto che evidentemente quel giorno aveva altro a cui pensare.
La smentita arriva con il messaggio n. 19435 (naturalmente non pubblicizzato sul suo sito (chissà come viene deciso quali informazioni potrebbero interessarci per essere pubblicizzate e quali no!) nel quale viene specificato che il compenso percepito per lo sfruttamento economico del diritto di autore da parte di lavoratore autonomo non iscritto al Fondo dei lavoratori spettacolo né a una Cassa professionale, dichiarato nel quadro RL, sez. II–A di UNICO tra i redditi diversi, è escluso da qualsiasi obbligo contributivo, anche nei confronti della gestione separata disciplinata dall'articolo 2, comma 26 della legge 335/1995.
Rossella Quintavalle
Consulente del Lavoro in Roma




