La legge Fornero, ha previsto che in caso di licenziamento, il datore di lavoro, come se non bastassero i problemi che lo hanno condotto a tale decisione, debba pagare anche un “Ticket”, un esborso ulteriore insomma. Questo nuovo contributo servirà a rimpinguare le casse della nuova ASpI e a impoverire sempre più quelle del datore di lavoro.
Era stato pubblicizzato che anche per le colf ci sarebbe stata questa incombenza, ma l’allarme sembra rientrato. Il Ministero el Lvoro ha chiarito che il problema non è mai esistito e che non è necessario alcuna revisione della norma. Forse non è che non è mai esistito….è che non c’è mai chiarezza, sarebbe doversoo ammetterlo!
Ma come funziona?
Si tratta del contributo dovuto in caso di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per causa diversa dalle dimissioni (art. 2, co. 31-35 come modificati dal comma 250 legge 228/2012).
In tutti i casi di interruzione di rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le causali che, indipendentemente dal requisito contributivo, darebbero diritto all’ASpI, intervenute dal 1/1/2013, il datore di lavoro paga un “ticket” per ogni dodici mesi di anzianità aziendale degli ultimi tre anni di attività lavorativa del lavoratore. Nel computo dell’anzianità aziendale vanno ricompresi i periodi di lavoro con contratto diverso da quello indeterminato, se il rapporto è continuato senza soluzione di continuità o gli stessi sono stati comunque oggetto di recupero del contributo addizionale. Sono ricompresi i rapporti di apprendistato, compreso il recesso dal datore di lavoro al termine del periodo formativo ed esclusi, fino al 31/12/2016 i datori di lavoro tenuti al versamento del contributo d’ingresso nelle procedure di mobilità di cui all’art. 5, comma 4, della legge n. 223/91.
L’importo dovuto è pari al 41% del massimale mensile lordo CIGS che, per il 2013, è pari a Euro 1.152.90. Quindi Euro 472,69 per ogni dodici mesi, da rapportare ad anno.
In questi giorni però si sono succedute due diverse modalità di calcolo. L’altra infatti è quella, meno probabile, che prende a riferimento la retribuzione di 1.180 euro con un risultato di 483.80 per ogni dodici mesi. Si rimane in attesa della circolare esplicativa dell’INPS.
Come si versa? Ancora non si sa.
Rossella Quintavalle
Consulente del Lavoro in Roma
