Si legge che alcune direzioni provinciali dell’Agenzia delle Entrate, hanno minacciato la revoca della abilitazione alla trasmissione telematica agli intermediari che producono un numero eccessivo di irregolarità.
Noi intermediari? Ma noi intermediari facciamo i salti mortali perché certo non ci piace passare il nostro tempo a rispondere alla marea di avvisi che arrivano sulle nostre scrivanie, di cui l’80% è dovuto a mancati abbinamenti di ravvedimenti operosi o comunque problemi che possono essere risolti dall’agenzia stessa già a monte. Il nostro lavoro è mutato divenendo da consulenza a correzione dei compiti dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps e così via.
Cornuti e mazziati? Beh, non è che ci stupiamo, oramai siamo pronti a qualsiasi tipo di vessazione.
Ma a noi, è permesso bloccare l’Agenzia delle Entrate affinché non ci sommerga di avvisi di irregolarità errate da parte loro?
No, la risposta è NO. Noi subiamo e basta.
Esami di riparazione dunque per gli intermediari incompetenti?
Per fortuna che qualcuno si fa sentire: Si legge sul sole 24 ore che il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Milano ha così risposto all’ingiusta minaccia dell’Agenzia delle Entrate:
“ Non si può non ricordare che l’intermediazione non riceve alcuna remunerazione ed è stato eliminato dal 2011 anche il simbolico contributo di un euro ad invio. Considero l’intervento dell’Ufficio “fuori contesto” soprattutto per la complessità delle casistiche che possono dar luogo ad irregolarità che possono essere spesso attribuite a comportamenti dello stesso Ufficio impositore. Si può trattare di mancati pagamenti, ovviamente non dipendenti dal professionista, ovvero anche di errori da parte dell’Ufficio che non “incrocia” i pagamenti con ravvedimento operoso alle precedenti irregolarità”.
Chapeau!
Rossella Quintavalle
Consulente del lavoro di Roma
Intermediaria!
