Sembra che l’Agenzia delle entrate ora si sta attivando per controllare le dichiarazioni dei redditi delle collaboratrici domestiche.
Sappiamo bene che il loro datore di lavoro, essendo un privato cittadino, non è obbligato ad effettuare alcuna ritenuta fiscale.
A fine anno però è buona norma fornire la lavoratrice della certificazione attestante i redditi percepiti e le ritenute previdenziali a suo carico.
Purtroppo questa tipologia di lavoratori, non è abituata a trattare con il fisco, ma ora si dovrà attivare per conoscere le proprie responsabilità fiscali.
L’Agenzia delle Entrate, per effettuare i suoi controlli, si avvarrà dei dati in possesso dell’INPS presso il quale il datore di lavoro ha versato i contributi.
Il reddito dei collaboratori, deve essere dichiarato, come per gli altri dipendenti, nel quadro RC del modello Unico PF, salvo nei casi in cui il collaboratore percepisce un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui (al netto della deduzione spettante per l'abitazione principale).
La prima fase del controllo riguarda il periodo d'imposta 2007.
Intanto l’INPS effettua i controlli sui pagamenti dei datori di lavoro
Ricordiamo che con il messaggio n. 21381/2011 l’INPS ha annunciato che fino al prossimo giugno 2012 invierà ai datori di lavoro che hanno intrattenuto rapporti di lavoro con i collaboratori domestici e per i quali risulta una mancata contribuzione, spesso frutto di cessazione del rapporto non comunicata o non recepita dall’Istituto, o anche da periodi di maternità quando la contribuzione non deve essere versata. Qualora i datori di lavoro domestici non provvedano a rispondere a tale lettera entro 30 giorni dal ricevimento, l’INPS considererà i periodi in cui è stata interrotta la contribuzione come periodi di evasione contributiva. E’ quindi necessario rispondere all’INPS.
Rossella Quintavalle
Consulente del Lavoro
