Era diventato un incubo…..esteso anche agli imprenditori più piccoli, un sistema che in pochi avevano capito: sto parlando del Sistema di controllo della tracciabilità digitale dei rifiuti, di dubbia semplicità .
La manovra di ferragosto, tuttora avvolta ancora da tremila punti interrogativi, ha dichiarato la sua abrogazione all’articolo 6 del decreto legge n. 138 del 13/08/2011 e unitamente ad esso, anche l’abrogazione delle sanzioni relative, retroagendo dal 25/10/2010. Con la sua eliminazione, sarebbero tornati ad avere valore i vecchi registri di carico e scarico dei rifiuti, unitamente al vecchio modello MUD (modello unificato di dichiarazione), prassi alla quale, tutto sommato, eravamo abituati.
Ma l’incubo non è finito, sembrerebbe riaffiorare la volontà di abolire la norma abrogatoria e far resuscitare questo piccolo mostro.
Il Ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo non ci stà e non ci stanno neanche le associazioni ambientaliste. Abolire il sistri, lamentano, è come lasciare il passo a sistemi di evasione anche tra i tributi collegati al processo dei rifiuti, oltre a far prolificare di fenomeni di illegalità collegati alle ecomafie.
Quindi non è detta ancora l’ultima parola. Forse uno slittamento al 2012, forse la creazione di un nuovo mostro……
Ai posteri l’ardua sentenza.




