Con un’altra mossa l’INPS si avvia a ricomprendere nel suo percorso telematizzato un altro adempimento.
Dal 26 aprile u.s. infatti anche le domande per i ricorsi amministrativi, necessari per le controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatoria, viaggeranno solamente via web.
Addio alla carta anche per questa procedura. Il ricorso potrà essere presentato dal cittadino in possesso del PIN o anche dai patronati o dagli intermediari abilitati. Il ricorso, da allegare in procedura dopo averlo convertito in formato digitale, potrà essere sempre visibile e modificabile fino al definitivo inoltro. Entro 24 ore dall’invio se ne potrà stampare la ricevuta di presentazione.
Niente da dire sul processo di modernità telematica da parte dell’Istituto, molto piu’ da dire invece c’e su tutto l’andamento che non è dei migliori.
Se andate presso una sede INPS ultimamente ritroverete le file di un tempo, i cittadini avvelenati, le pratiche bloccate da non si sa cosa, i telefoni squillano invano e nessuno risponde; gli interinali che avevano lavorato per mesi presso gli uffici dell’Istituto, sono stati rimandati a casa. Gli stessi funzionari non sanno piu’ che dire, non conoscono gli intoppi delle procedure telematiche, non sanno come sistemare i blocchi che il “ forzato moderno utente� cerca di utilizzare.
Insomma, come dico da tempo: L’INPS si è montato la testa. Non ha le strutture e il personale necessario per affrontare tutte le difficoltà che volente o nolente si incontrano ogni volta che si avvia una nuova procedura. Vogliamo tornare a parlare del nuovo sistema dei mav avviato per le COLF? No, meglio stendere un velo pietoso…
Benvenute alle procedure telematiche ma senza però eliminare, finchè tutto non fili liscio, la possibilità di far fronte alle scadenza con il vecchio sistema cartaceo.
E come diceva una volta una vecchia pubblictà : “Io non mi fido della pentola a pressione….perche’ non vedo la cottura!�
Il dramma è che tutti si lamentano ma le alte sfere dell’Istituto fanno orecchie da mercante…..




